Glicemia, cos’è e come influisce nella salute?

diabete-glicemia

La glicemia (dal greco γλευχος, “mosto” ed αἷμα, “sangue”) è il valore della concentrazione di glucosio nel sangue. I valori glicemici a digiuno si attestano normalmente intorno a 70-100 mg/dl mentre nella fase postprandiale salgono a 130-150 mg/dl.

L’organismo umano possiede un sistema di regolazione intrinseco che consente di mantenere relativamente costante la glicemia durante l’arco della giornata. La presenza di glucosio nel sangue è essenziale per la vita, esso è infatti un nutriente essenziale per tutte le cellule dell’organismo. Mantenere costante la glicemia è importante per assicurare il normale apporto energetico al cervello.

Il sistema di regolazione  della glicemia è mediato principalmente dall’azione di due ormoni: l’insulina ed il glucagone. L’insulina è un ormone ipoglicemizzante perché promuove l’abbassamento della glicemia, mentre il glucagone ha effetti contrari (iperglicemizzanti). Dopo un pasto abbondante la glicemia tende a salire a causa  delle grandi quantità di glucosio che l’intestino riversa in circolo.
Un innalzamento dei livelli glicemici stimola la secrezione di insulina, che con la sua azione riporta la glicemia a livelli normali (l’insulina facilita il passaggio del glucosio dal sangue alle cellule, favorisce l’accumulo di glucosio sotto forma di glicogeno ed aumenta l’utilizzo di glucosio da parte delle cellule).Dopo qualche ora di digiuno la glicemia tende ad abbassarsi a causa del passaggio del glucosio dal circolo ai tessuti.
Un abbassamento dei livelli glicemici stimola la secrezione di glucagone, un ormone che riporta la glicemia a valori normali ( stimola la produzione di glucosio a partire dal glicogeno e favorisce l’utilizzo cellulare di grassi e aminoacidi, risparmiando glucosio).

Una dieta troppo ricca di carboidrati raffinati o zuccheri semplici può portare a sbalzi glicemici e perciò instaurare un’alterata glicemia a digiuno che a sua volte pone le basi per lo sviluppo di diabete mellito di tipo II.

Per prevenire l’insorgenza di questa patologia è quindi opportuno:

  • Limitare la quantità di carboidrati, soprattutto quelli semplici (zucchero, dolci, cereali e derivati da farine raffinate).
  • Limitare il consumo di snack, prodotti dolciari e bevande zuccherate
  • Non eccedere con il consumo di carboidrati a medio indice e ad alto carico glicemico (pasta, pane, patate, cereali ecc. raffinati)
  • Preferire alimenti integrali ricchi di fibre, come la frutta, la verdura ed i cereali integrali.
  • Ripartire uniformemente i nutrienti nei vari pasti evitando i pasti a base di soli carboidrati (unire magari cereali e legumi)
  • Non fare pasti troppo abbondanti, ma suddividere l’apporto calorico in almeno quattro/cinque pasti giornalieri; ricordiamo infatti che per tenere sotto controllo la glicemia è molto importante non solo la qualità ma anche la quantità dei nutrienti assunti con la dieta (com’è logico pensare un cucchiaino di zucchero, pur avendo un indice glicemico alto, causa un incremento glicemico inferiore rispetto a 100 g di pasta integrale)
  • leggere sempre le etichette ed i valori nutrizionali, moderare l’utilizzo di cibi che contengono sciroppo di glucosio e/o sciroppo di fruttosio e/o amido di mais
  • fare una costante e quotidiana attività fisica di media intensità.

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  1. Pingback: Indice glicemico o carico glicemico? Facciamo chiarezza. | Dott. Luca Alberto Gonella Nutrizionista

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